
IL MANIFESTO DELLA LEGALIZZAZIONE
6 ragioni per le quali
IL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE DEVE CESSARE.
1) Il proibizionismo è la prima causa della criminalità. Il profitto annuo mondiale sul commercio illegale delle droghe è di circa 800.000 miliardi di lire. Questo traffico è l'8% dell'economia mondiale e fornisce l'80% degli introiti totali della malavita. In USA il proibizionismo ha causato, negli ultimi 10 anni, un'incremento annuo dei profitti della criminalità del 500%. In molti paesi, la corruzione relativa al commercio delle droghe è diventata quasi una questione di abitudine e la sicurezza pubblica viene messa in pericolo dalle bande armate che si contendono apertamente questo mercato così profiquo. Nelle città principali l'80% della microcriminalità è relativa al "mondo delle droghe".
2) Il danno economico e finanziario alla società civile è enorme. L'economia viene distorta dall'enorme flusso di denaro "sporco" e alcune nazioni sono diventate altamente dipendenti dal commercio illegale. Gran parte dei soldi versati dai contribuenti vengono sprecati per combattere i crimini che il proibizionismo stesso ha creato. Negli States, l'equivalente di 30.000 miliardi di lire vanno ad alimentare il budget annuale federale per il controllo delle droghe e il costo totale per i danni, per il lavoro delle forze pubbliche e i costi delle incarcerazioni ammonta ad un multiplo di questa cifra.
3) Il proibizionismo causa dei danni sociali e personali su scala mondiale. Un numero enorme di persone messe in galera, famiglie divise, fenomeni di vagabondaggio, prostituzione legata all'eroina, paura di uscire soli e/o di notte, case sigillate per la paura, vita cittadina difficile e molto altro.
4) Il proibizionismo non ha raggiunto nessuno degli scopi prefissati. Mentre la criminalità aumenta, il numero dei consumatori di droghe cresce e la situazione sanitaria peggiora. In molte città lo stato di salute dei consumatori di eroina "spacciata" è diventato talmente disperato che molti prefetti sono diventati favorevoli alla somministrazione controllata di eroina da parte dello stato.
5) Gli standard morali sono in declino per colpa del proibizionismo. L'uso e il possesso di droghe fa divenire fuorilegge e criminali la gente comune, causando una mancanza di rispetto per le regole e degli standard morali che la società ha imposto. Viviamo in una società dove l'80% dei crimini sono dovuti al proibizionismo. Se il nostro è realmente un discorso moralista, bisogna eliminare prima di tutto la causa di tutti questi problemi: il proibizionismo.
6) Il "mostro della droga" è un'inganno. I problemi sanitari che il proibizionismo si era prefissato di risolvere sono di poco conto rispetto ad altri problemi salutari.
Il tabacco causa il 6% della mortalità totale nel mondo. In USA, ogni anno, 400.000 persone muoiono a causa del tabacco, 100.000 per l'alcool e 5.000 per le droghe. In Inghilterra le cifre relative sono: 110.000, 30.000, e 1.000. Generalmente le proporzioni sono: 50 e 10 contro 1. MA COSA SI INTENDE PER LEGALIZZAZIONE?
La legge deve essere fatta in modo tale che le droghe possano essere comprate e vendute, così come la legge lo prevede per le altre sostanze come alccol e tabacchi che sono molto più a rischio di molte droghe. Questo NON significa che tutto dovrà essere accessibile a tutti. Per la legislazione che riguarda i tabacchi, gli alcolici e le droghe ci affidiamo ai nostri politici e chiediamo che facciano delle LEGGI RAZIONALI E COERENTI.
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Proibizionismo e la Marijuana
Come tutte le cose buone, il proibizionismo viene dall'America. Ben conosciamo quello sull'alcool, ormai superato dopo aver riempito le casse della malavita americana per parecchi anni.
E' ancora in pieno (o quasi) vigore il proibizionismo contro "la canna", imposto sempre negli anni 30, ma solo apparentemente per il suo potere narcotico. Più importanti erano, così ci sembra capire, considerazioni industriali per determinare la sua esclusione dalla nostra vita quotidiana, della quale aveva fatto parte integrante per secoli, senza peraltro dar luogo ad effetti particolarmente nocivi.
Il vero effetto "nocivo" era la capacità della cannabis coltivata su scala estesa, di far concorrenza ad altre materie prime usate da alcune industrie che si sono "difese" fabbricando un nuovo mito da "nemico pubblico".
Il tutto cominciò con il magnate della stampa HEARST, che vedeva in pericolo i suoi investimenti forestali ed industriali per la produzione di carta (la canapa è un ottima materia prima per questo uso), con la potente famiglia di industriali DU PONT, i quali temevano la concorrenza dei tessuti da cannabis ai loro prodotti tipo Nylon da poco brevettati ed infine la STANDARD OIL, insieme alla GENERAL MOTORS, stufi di vedere un concorrente scomodo, il carburante biologico a base di olio di cannabis che in quei tempi aveva fornito già la forza propulsiva ai motori inventati da Ferdinand Diesel.
Come si fa solitamente con i concorrenti scomodi, HEARST cominciò la campagna di stampa con una storia inventata di sana pianta su una malattia mentale che, a dir suo, colpiva chi fumava quell'erba dannata. Poi presto le lobby potenti degli industriali facevano passare leggi in alcuni stati per eliminare la canapa dalla circolazione, tassandola a morte.
Pressioni internazionali in seguito obbligarono altri paesi a seguire l'esempio ed eliminare "la droga", sradicare cioè la canapa da un tessuto agro-industriale centenario.
Oggi si riscoprono i benefici nutritivi dei semi della pianta che contengono acidi grassi omega 3 ed omega 6 in modo ottimamente bilanciato (1:3), oltre a delle proteine complete, vitamine (B1, B2, B3) e minerali (ferro e calcio).
Nella storia, l'impiego della canapa era prevalente fino agli inizi del ventesimo secolo. Si usò per fabbricare la carta, fin dai tempi di Gutenberg. Le vele di Cristoforo Colombo e di tutte le imbarcazioni per secoli non conoscevano alternativa a questa fibra resistente, perfino i primi jeans della Levis erano fatti con la stoffa di canapa. Corde e funi di canapa, stoffa per confezionare sacchi, carburante, alimento, medicina (non ci scordiamo limpiego del THC in campo medico!), gli usi erano innumerevoli ma tutto si fermò appunto dopo la decisione di "dare una mano" all'industria petrolchimica emergente, e di eliminare questa scomoda concorrenza.
Niente a che fare perciò con la tanto cantata "guerra alla droga", una immensa farsa visto che eroina e cocaina vengono da anni prodotte e introdotte sul mercato con la complicità dei servizi segreti, Cia in capo.
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